Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture 


3 NOVEMBRE

SANTA SILVIA, religiosa (  592  ) (m) 

 Madre di  San Gregorio Magno.  Per il fatto che il papa suo figlio istituì sei monasteri 
in Sicilia, dotandoli dei suoi beni, si è pensato che Santa Silvia fosse siciliana. 
Dopo la morte del marito gordiano si ritirò a vita solitaria e quasi monastica 
presso la chiesa di S. Saba sull'Aventino a Roma. Morì nell'anno 592.
 

 

UFFICIO DELLE LETTURE


INVITATORIO

V.
Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
 
Antifona

Venite, adoriamo il Signore,
la sua gloria risplende nei santi.

SALMO 94  Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
 
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
 
Inno

La carità divina
congiunge santa Silvia
all'eterno convito
nel regno dei beati.

La fiamma dello Spirito
ha impresso nel suo cuore
il sigillo indelebile
dell'amore di Dio.

O sorella dei poveri,
intercedi per noi;
sostieni i nostri passi
nella via della pace.

Tu guidaci alla vetta
della santa montagna,
dove i miti possiedono
il regno del Signore.

Sia lode al Padre e al Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

1^ Antifona
Sulla sua bocca discorsi di saggezza;
sulle sue labbra parole di bontà.

SALMO 18 A   
I cieli narrano la gloria di Dio, *
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento. 
Il giorno al giorno ne affida il messaggio *
e la notte alla notte ne trasmette notizia. 

Non è linguaggio e non sono parole *
di cui non si oda il suono. 
Per tutta la terra si diffonde la loro voce *
e ai confini del mondo la loro parola. 

Là pose una tenda per il sole †
che esce come sposo dalla stanza nuziale, *
esulta come prode che percorre la via. 

Egli sorge da un estremo del cielo †
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo: *
nulla si sottrae al suo calore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
Sulla sua bocca discorsi di saggezza;
sulle sue labbra parole di bontà.

2^ Antifona

Beata la donna che confida nel signore:
dal suo cuore un inno al nostro Dio

SALMO 44, 2-10  
(I)    
Effonde il mio cuore liete parole, †
io canto al re il mio poema. *
La mia lingua è stilo di scriba veloce. 

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, †
sulle tue labbra è diffusa la grazia, *
ti ha benedetto Dio per sempre. 

Cingi, prode, la spada al tuo fianco, †
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, *
avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. 

La tua destra ti mostri prodigi: †
le tue frecce acute 
colpiscono al cuore i tuoi nemici; *
sotto di te cadono i popoli. 

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; *
è scettro giusto lo scettro del tuo regno. 

Ami la giustizia e l'empietà detesti: †
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato *
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. 

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, *
dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre. 
Figlie di re stanno tra le tue predilette; *
alla tua destra la regina in ori di Ofir.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

2^ Antifona
Beata la donna che confida nel signore:
dal suo cuore un inno al nostro Dio

3^ Antifona
Con gioia ed esultanza 
entrano nella casa di Dio.

SALMO 44, 11-18
   (II)  
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, *
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; 
al re piacerà la tua bellezza. *
Egli è il tuo Signore: prostrati a lui. 

Da Tiro vengono portando doni, *
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

La figlia del re è tutta splendore, *
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito. 

E' presentata al re in preziosi ricami; *
con lei le vergini compagne a te sono condotte; 
guidate in gioia ed esultanza, *
entrano insieme nel palazzo regale.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; *
li farai capi di tutta la terra. 

Farò ricordare il tuo nome 
per tutte le generazioni, *
e i popoli ti loderanno 
in eterno, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

3^ Antifona
Con gioia ed esultanza 
entrano nella casa di Dio

Versetto
V. Il mio cuore medita sempre la tua parola.
R. Signore, mia roccia e mio redentore.

Prima Lettura

Dal libro dei Proverbi      
31,10-31

                                                      Elogio della donna che teme il Signore

Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Essa gli dà felicità e 
non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Ella è simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. 
Si alza quando ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche. Pensa ad un campo e lo compra e con il frutto delle sue mani pianta una vigna. Si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia. È soddisfatta, perché il suo traffico va bene, neppure di notte si spegne la sua lucerna. Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste. Si fa delle coperte, di lino e di porpora sono le sue vesti. Suo marito è stimato alle porte della città dove siede con gli anziani del paese. Confeziona tele di lino e le vende
e fornisce cinture al mercante. Forza e decoro sono il suo vestito e se la ride dell'avvenire. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà. 
Sorveglia l'andamento della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia. 
I suoi figli sorgono a proclamarla beata e suo marito a farne l'elogio: 
 «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!». 
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. 
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.

                                             
Responsorio                    
  Fil.2,2.3,4; 1Ts.5,14-15
R.  Abbiate in voi la carità di Cristo, 
con umiltà considerate gli altri superiori a voi stessi, *
non cercate il vostro interesse, ma quello dei fratelli.
V.
Sostenete i deboli, siate pazienti con tutti, cercate 
sempre il bene tra voi e con gli altri;
R.
non cercate il vostro interesse, ma quello dei fratelli.

Seconda Lettura 

 

Dalle Omelie sul profeta Ezechiele di san Gregorio Magno, papa
                                     ( 2,1.7 Opere, Città Nuova, Roma 1993,3/2,31 )


                                                           La speranza dei premi celesti

 

Potrà essere introdotto nella città celeste solo colui che nella santa Chiesa medita le vie dei giusti per imitarle. L'essere introdotti consiste pertanto nel sapere come possa progredire nell'amore sino a giungere al culmine delle virtù la " casa posta sopra il monte ", cioè gli eletti della santa Chiesa. Uno infatti conduce vita matrimoniale, è contento di ciò che possiede, non si appropria delle ricchezze altrui, elargisce il superfluo ai bisognosi e non tralascia di piangere quei peccati che a ciascuno capita di commettere nella vita di ogni giorno; la preoccupazione stessa della famiglia è per lui motivo di turbamento e talora lo spinge alle lacrime. Un altro invece ha già abbandonato tutti i beni del mondo, non desidera nulla per sé, si nutre soltanto di contemplazione piange di gioia per la speranza dei beni celesti, si priva anche di ciò che sarebbe ordinariamente consentito di possedere, è tutto proteso all'incontro con Dio nel silenzio della solitudine e nessuna preoccupazione di questo mondo che passa turba il suo animo, anzi esso si dilata ogni giorno di più nell'attesa delle gioie del cielo. Un altro ancora ha abbandonato tutti i beni di questo mondo per volgere interamente il suo cuore alla contemplazione delle realtà celesti; tuttavia, dovendo occupare un posto di comando per l'edificazione dei fratelli, pur non cedendo al desiderio delle realtà caduche, è costretto talora ad occuparsi di esse mosso dalla compassione per il suo prossimo, per venire cioè in aiuto a quanti sono nella necessità; e intanto annunzia la parola di vita a coloro che l'ascoltano, e somministra il necessario sia alle anime che ai corpi. Costui, che per sé, nella contemplazione vive già tutto proteso al desiderio del cielo, accetta tuttavia, per l'utilità ed il bene del prossimo, di occuparsi con proprio dispendio delle realtà temporali.
Insomma, chi nella santa Chiesa si impegna sollecitamente a progredire, o nella santità della vita coniugale, o nell'ascesi delle vergini e di coloro che abbandonano tutti i beni di questo mondo, o nella perfezione dei predicatori, questi è già entrato ad abitare nella città posta sul monte. Chi invece trascura di guardare alla vita dei migliori per trovarvi le indicazioni del proprio progresso, si trova ancora al di fuori di quella casa; e se pure considera l'onore di cui la santa Chiesa già gode nel mondo, tuttavia egli è come uno che guarda l'edificio soltanto dall'esterno e ne resta ammirato; ma siccome mette tutta la sua attenzione solo all'esteriore, non è ancora in grado di entrare all'interno.

 

Responsorio 
R. Silvia, vergine, sposa e madre, camminò nella fede, 
nella carità e nella purezza, predilesse il marito in ogni fedeltà,
amò tutti nella castità, educò i figli nel timore di Dio,
*
offrendo la preghiera del popolo come altare di Dio.
V. La vedova sia saggia nella fede del Signore, 
lontana da ogni maldicenza e da ogni male.

R. offrendo la preghiera del popolo come altare di Dio.

Orazione

Donaci, o Padre, lo Spirito di sapienza e di amore
che ha fatto risplendere nella Chiesa 
la tua umile serva la beata Silvia,
e fà che ti serviamo con il suo stesso impegno
per essere accolti nel tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
 
  
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.