Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture 

 

13 NOVEMBRE

SANTA NINFA ( mf ) 
  vergine e martire
( V secolo )

 

Secondo una leggendaria " Passio ", Ninfa sarebbe stata figlia di Aureliano, 
Prefetto di Palermo al tempo della persecuzione vandalica. 
Convertita al cristianesimo, il padre prima cercò di far recedere la figlia 
dalla nuova religione;  risultato inutile ogni tentativo la fece arrestare 
con altri cristiani, sottoponendoli prima alla tortura 
e poi facendoli rinchiudere in carcere.
Liberati da un angelo che li condusse in riva al mare, 
dove una barca li attendeva, approdarono all'Isola del Giglio.
Ivi, dopo qualche tempo trascorso in preghiera e solitudine, 
si addormentarono nel Signore.

UFFICIO DELLE LETTURE


INVITATORIO

V.
Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
 
Antifona
Venite, adoriamo il re dei martiri,
Cristo Signore.
 
SALMO 94 
Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
 
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
 
Inno

Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.

Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

1^ Antifona
Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele fino alla fine sarà salvo.

SALMO 2  
Il Messia, Re vittorioso
I capi di questa città si radunarono insieme, contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato Messia (At 4, 27).

Perché le genti congiurano *
perché invano cospirano i popoli? 

Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia: 

«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami». 

Se ne ride chi abita i cieli, *
li schernisce dall'alto il Signore. 

Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno: 
«Io l'ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte». 

Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato. 

Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra. 
Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai». 

E ora, sovrani, siate saggi *
istruitevi, giudici della terra; 
servite Dio con timore *
e con tremore esultate; 

che non si sdegni *
e voi perdiate la via. 
Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele fino alla fine sarà salvo.


2^ Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi

SALMO 10   Nel Signore è la fiducia del giusto
Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5,6).

Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»? 

Ecco, gli empi tendono l'arco, †
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore. 

Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare? 

Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli. 

I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo. 
Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza. 

Farà piovere sugli empi 
brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte.

Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

2^ Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi

3^ Antifona
Come oro nel fuoco il Signore li ha provati;
li ha graditi come un olocausto.

SALMO 16, 1-9   
(I) Dio, speranza dell'innocente perseguitato
Nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà (Eb 5, 7).

Accogli, Signore, la causa del giusto, *
sii attento al mio grido. 
Porgi l'orecchio alla mia preghiera: *
sulle mie labbra non c'è inganno.

Venga da te la mia sentenza, *
i tuoi occhi vedano la giustizia. 
Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, *
provami al fuoco, non troverai malizia. 

La mia bocca non si è resa colpevole, *
secondo l'agire degli uomini; 
seguendo la parola delle tue labbra, *
ho evitato i sentieri del violento. 

Sulle tue vie tieni saldi i miei passi *
e i miei piedi non vacilleranno. 

Io t'invoco, mio Dio: *
dammi risposta; 
porgi l'orecchio, *
ascolta la mia voce, 

mostrami i prodigi del tuo amore: *
tu che salvi dai nemici 
chi si affida alla tua destra. 

Custodiscimi come pupilla degli occhi, *
proteggimi all'ombra delle tue ali, 
di fronte agli empi che mi opprimono, *
ai nemici che mi accerchiano.

 

Essi hanno chiuso il loro cuore, *
le loro bocche parlano con arroganza. 
Eccoli, avanzano, mi circondano, *
puntano gli occhi per abbattermi; 

simili a un leone che brama la preda, *
a un leoncello che si apposta in agguato. 

Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo; *
con la tua spada scampami dagli empi, 
con la tua mano, Signore, dal regno dei morti *
che non hanno più parte in questa vita. 

Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre, †
se ne sazino anche i figli *
e ne avanzi per i loro bambini. 

Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, *
al risveglio mi sazierò della tua presenza.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

3^ Antifona
Come oro nel fuoco il Signore li ha provati;
li ha graditi come un olocausto.

Versetto

V. Mi afferra l'angoscia e l'oppressione,
R. ma la tua parola mi sostiene.

Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo                  
4, 7- 5, 8

                              
Nei martiri si manifesta la potenza di Dio

Fratelli, noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita. 
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior numero, moltiplichi l'inno di lode alla gloria di Dio. Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne. Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati gia vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. E' Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. 
Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore.

Responsorio                 
Mt 5, 11. 12a. 10
R.
Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno per causa mia.
Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.
V. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
R. Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli

Seconda Lettura 
Dal libro «Sulla verginità» di sant'Ambrogio, vescovo
                           
(Cap. 12, 68. 74-75; 13, 77-78; PL 16, 281. 283. 285-286)

                           
Lo splendore dell'anima illumina la grazia del corpo

Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartiene alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell'anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un'immagine fedele della Chiesa.
A te dico: chiusa nella tua stanza non cessare mai di tenere fisso il pensiero su Cristo, anche di notte. Anzi rimani ad ogni istante in attesa della sua visita. E' questo che desidera da te, per questo ti ha scelta. Egli entrerà se troverà aperta la tua porta. 
Stà sicura, ha promesso di venire e non mancherà alla sua parola. Quando verrà, colui che hai cercato, abbraccialo, familiarizza con lui e sarai illuminata. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L'anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s'intrattenga poi sull'impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto. E la vergine da parte sua che cosa dice? «L'ho cercato ma non l'ho trovato; l'ho chiamato ma non mi ha risposto» (Ct 5, 6). Se così presto se n'è andato via, non credere che egli non sia contento di te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel Vangelo alle folle che lo pregavano di non andarsene: «Bisogna che io porti l'annunzio della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato mandato» (cfr. Lc 4, 43). Ma anche se ti sembra che se ne sia andato, và a cercarlo ancora. E' dalla santa Chiesa che devi imparare a trattenere Cristo. Anzi te l'ha già insegnato se ben comprendi ciò che leggi: «Avevo appena oltrepassato le guardie, quando trovai l'amato del mio cuore. 
L'ho stresso forte e non lo lascerò»
( Ct 3, 4). Quali dunque i mezzi con cui trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene l'amore dell'anima. Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza. E' più facile spesso trovarlo tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: «Poco tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate». Infatti una volta libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male, subito, all'istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si prolunghi la tua prova.
Colei che così cerca Cristo, che ha trovato Cristo, può dire: «L'ho stretto forte e non lo lascerò finché non lo abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza della mia genitrice» (cfr. Ct 3, 4). Che cos'è la casa, la stanza di tua madre se non il santuario più intimo del tuo essere?
Custodisci questa casa, purificane l'interno. Divenuta perfettamente pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. Colei che cerca Cristo a questo modo, colei che così prega Cristo, non è abbandonata da lui, anzi riceve frequenti visite. Egli infatti è con noi fino alla fine del mondo.

Responsorio 
R. Contempliamo la tua bellezza, vergine di Cristo *  
hai ricevuto dal Signore una splendida corona.
V. Non ti sarà tolto l’onore della verginità, non sarai
più separata dall’amore del Figlio di Dio.
R. hai ricevuto dal Signore una splendida corona.

Orazione

O Dio, che per la fede di Cristo, disprezzate
le delizie del mondo hai fatto patire un crudele
martirio alla tua santa Vergine e Martire Ninfa,

   concedi al tuo popolo che confida nelle sue
   preghiere, di permanere devotamente e
   serenamente nella confessione della vera fede.

  
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
   tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
   nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
 


 
R. Amen.
 Benediciamo il Signore.
 R. Rendiamo grazie a Dio.