Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture 

 

24 LUGLIO

S. Cristina
,
( mf ) 
vergine e martire
( IV secolo )
 

 

Venerata sin dal IV secolo a Bolsena in Toscana. Attorno al suo sepolcro si sviluppò 
un cimitero sotterraneo. Nei mosaici ravennati di S. Apollinare Nuovo ( VI sec. )
è raffigurata fra le martiri. Parte delle sue reliquie, al tempo di Guglielmo II nell'XI secolo, 

furono traslate nella Cattedrale di Palermo, dove sono tuttora  conservate

 

UFFICIO DELLE LETTURE


INVITATORIO

V.
Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
 
Antifona
Venite, adoriamo il re dei martiri,
Cristo Signore.
 
SALMO 94  Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
 
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
 
Inno

Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.

Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

1^ Antifona
Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.

SALMO 2   Il Messia, Re vittorioso
I capi di questa città si radunarono insieme, contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato Messia (At 4, 27)
.

Perché le genti congiurano *
perché invano cospirano i popoli? 

Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia: 

«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami». 

Se ne ride chi abita i cieli, *
li schernisce dall'alto il Signore. 

Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno: 
«Io l'ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte». 

Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato. 

Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra. 
Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai». 

E ora, sovrani, siate saggi *
istruitevi, giudici della terra; 
servite Dio con timore *
e con tremore esultate; 

che non si sdegni *
e voi perdiate la via. 
Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
 

1^ Antifona

Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.

2^ Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi


SALMO 10   Nel Signore è la fiducia del giusto
Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5,6).

Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»? 

Ecco, gli empi tendono l'arco, †
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore. 

Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare? 

Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli. 

I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo. 

Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza. 

Farà piovere sugli empi 
brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte.

Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


2^ Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi

3^ Antifona

Come oro nel fuoco il Signore li ha provati,
li ha graditi come un olocausto.


SALMO 16  Dio, speranza dell'innocente perseguitato


Nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà (Eb 5, 7) I (1-9)

Accogli, Signore, la causa del giusto,*
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:*
sulle mie labbra non c'è inganno.

Venga da te la mia sentenza,*
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo di notte,*
provami al fuoco, non troverai malizia.

La mia bocca non si è resa colpevole,*
secondo l'agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,*
ho evitato i sentieri del violento.

Sulle tue vie tieni saldi i miei passi*
e i miei piedi non vacilleranno.

Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta;*
porgi l'orecchio, ascolta la mia voce,

mostrami i prodigi del tuo amore:*
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,*
proteggimi all'ombra delle tue ali,
di fronte agli empi che mi opprimono,*
ai nemici che mi accerchiano.

Essi hanno chiuso il loro cuore,*
le loro bocche parlano con arroganza.
Eccoli, avanzano, mi circondano,*
puntano gli occhi per abbattermi;

simili a un leone che brama la preda,*
a un leoncello che si apposta in agguato.

Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo;*
con la tua spada scampami dagli empi,
con la tua mano, Signore, dal regno dei morti*
che non hanno più parte in questa vita.

Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre †
se ne sazino anche i figli*
e ne avanzi per i loro bambini.


Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto,*

al risveglio mi sazierò della tua presenza.


3^ Antifona
Come oro nel fuoco il Signore li ha provati,
li ha graditi come un olocausto.


Versetto
V. Mi afferra l'angoscia e l'oppressione

R. ma la tua parola mi sostiene

Prima Lettura
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo apostolo               7,25-40
                                          
                                                 
La verginità Cristiana

Fratelli, quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così. Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele.
Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.
Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell'età, e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure! Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.
La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch'io lo Spirito di Dio. 

 

Responsorio  Mt.5,11.12a.10
R. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno per causa mia *
Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.
V. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perchè di essi è il regno dei cieli.
R. Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Seconda Lettura 
Dal Trattato «Sulle vergini» di sant'Ambrogio, vescovo
(Lib. 1, cap. 2. 5. 7-9; PL 16, 189-191)

                        
Non ancora capace di soffrire e già matura per la vittoria

E' il giorno natalizio per il cielo di una vergine: seguiamone l'integrità. E' il giorno natalizio di una martire: offriamo come lei il nostro sacrificio. E' il giorno natalizio di sant'Agnese!
Si dice che subì il martirio a dodici anni. Quanto è detestabile questa barbarie, che non ha saputo risparmiare neppure un'età così tenera! Ma certo assai più grande fu la forza della fede, che ha trovato testimonianza in una vita ancora all'inizio. Un corpo così minuscolo poteva forse offrire spazio ai colpi della spada? Eppure colei che sembrava inaccessibile al ferro, ebbe tanta forza da vincere il ferro. Le fanciulle, sue coetanee, tremano anche allo sguardo severo dei genitori ed escono in pianti e urla per piccole punture, come se avessero ricevuto chissà quali ferite. Agnese invece rimane impavida fra le mani del carnefici, tinte del suo sangue. Se ne sta salda sotto il peso delle catene e offre poi tutta la sua persona alla spada del carnefice, ignara di che cosa sia il morire, ma pur già pronta alla morte. Trascinata a viva forza all'altare degli dei e posta fra i carboni accesi, tende le mani a Cristo, e sugli stessi altari sacrileghi innalza il trofeo del Signore vittorioso. Mette il collo e le mani in ceppi di ferro, anche se nessuna catena poteva serrare membra così sottili.
Nuovo genere di martirio! Non era ancora capace di subire tormenti, eppure era già matura per la vittoria. Fu difficile la lotta, ma facile la corona. La tenera età diede una perfetta lezione di fortezza. Una sposa novella non andrebbe si rapida alle nozze come questa vergine andò al luogo del supplizio: gioiosa, agile, con il capo adorno non di corone, ma del Cristo, non di fiori, ma di nobili virtù.
Tutti piangono, lei no. I più si meravigliano che, prodiga di una vita non ancora gustata, la doni come se l'avesse interamente goduta. Stupirono tutti che già fosse testimone della divinità colei che per l'età non poteva ancora essere arbitra di sé. Infine fece sì che si credesse alla sua testimonianza in favore di Dio, lei, cui ancora non si sarebbe creduto se avesse testimoniato in favore di uomini. Invero ciò che va oltre la natura è dall'Autore della natura.
A quali terribili minacce non ricorse il magistrato, per spaventarla, a quali dolci lusinghe per convincerla, e di quanti aspiranti alla sua mano non le parlò per farla recedere dal suo proposito! Ma essa: «E' un'offesa allo Sposo attendere un amante. Mi avrà chi mi ha scelta per primo. Carnefice, perché indugi? Perisca questo corpo: esso può essere amato e desiderato, ma io non lo voglio». Stette ferma, pregò, chinò la testa.
Avresti potuto vedere il carnefice trepidare, come se il condannato fosse lui, tremare la destra del boia, impallidire il volto di chi temeva il pericolo altrui, mentre la fanciulla non temeva il proprio. Avete dunque in una sola vittima un doppio martirio, di castità e di fede. Rimase vergine e conseguì la palma del martirio.


Responsorio 
R. Celebriamo santa Cristina, ricordiamo la sua passione: * nella sua giovinezza, 
sconfisse la morte e guadagnò la vita.
V. Il suo unico amore fu colui che dà la vita;
R. nella sua giovinezza, sconfisse la morte e guadagnò la vita.

Orazione

O Dio che allieti la tua Chiesa
nella memoria di santa Cristina vergine e martire,
per sua intercessione concedi a noi fortezza e

purità nel corpo e nello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
 


R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.