Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture 

 

14 MARZO

BEATO GIACOMO CUSMANO ( m ) 
sacerdote

Giacomo Cusmano nacque a Palermo il 15 marzo 1834.
Divenuto medico, si prodigò gratuitamente nella cura dei malati poveri. 

Accogliendo poi la divina chiamata, fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1860 
e si dedicò con maggiore ed irrefrenabile ardore alla carità. 

Spese la sua vita nel procurare il necessario a chi era sprovvisto di tutto, preoccupandosi 

non solo di sfamare i corpi, ma soprattutto di nutrire anche lo spirito con le parole 
di vita eterna e l'azione sacramentale.
Istituì l'Associazione detta il " Boccone del Povero ", la Congregazione delle Suore Serve 
dei Poveri e dei Missionari Servi dei Poveri. Dopo una vita infaticabile al servizio dei più poveri 
morì a Palermo il 14 marzo 1888.
Il Sommo pontefice Giovanni Paolo II il 30 ottobre 1983 lo ha dichiarato Beato.


UFFICIO DELLE LETTURE


INVITATORIO

V.
Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
 
Antifona
Venite, adoriamo il pastore supremo
Cristo Signore.
 
SALMO 94  Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
 
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
 
Inno

Frumento di Cristo noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.

In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.

O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona

Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti

SALMO 20, 2-8.14

    Signore, il re gioisce della tua potenza, *
   quanto esulta per la tua salvezza!
   Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, *
   non hai respinto il voto delle sue labbra. 

   Gli vieni incontro con larghe benedizioni; *
   gli poni sul capo una corona di oro fino.
   Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa, *
    lunghi giorni in eterno, senza fine. 

   Grande è la sua gloria per la tua salvezza, *
   lo avvolgi di maestà e di onore;
   lo fai oggetto di benedizioni per sempre, *
   lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.

   Perché il re confida nel Signore: *
   per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso.
   Alzati, Signore, in tutta la tua forza; *
   canteremo inni alla tua potenza.

1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti

2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
 
SALMO 91

I   ( 1- 9 )


È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l’opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l’erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.


2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
  
3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore

II ( 10 - 16 )

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, 
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

   Tu mi doni la forza di un bufalo, *
   mi cospargi di olio splendente. 
   I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, 
   e contro gli iniqui che mi assalgono *
   i miei orecchi udranno cose infauste.   

   Il giusto fiorirà come palma, *
   crescerà come cedro del Libano;
   piantati nella casa del Signore, *
   fioriranno negli atri del nostro Dio. 

  Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
 
saranno vegeti e rigogliosi,
  per annunziare quanto è retto il Signore: *
  mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.

3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore

Versetto
V. Ascolterai dalla mia bocca la parola.
R. e la trasmetterai ai tuoi fratelli.

Prima Lettura
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo                  5,1-11

                
                                                      I compiti dei pastori e dei fedeli


Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. Ugualmente, voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno,  gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.  Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi.

E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen!

Responsorio  
                                                    1Cor.4,1-2; Pro 20,6
R. Ognuno ci consideri come servi di Cristo,
responsabili dei misteri di Dio. * A chi amministra, si chiede di essere fedele
V. 
Molti si proclamano gente per bene, ma una persona fidata chi la trova ?
R. 
A chi amministra, si chiede di essere fedele.

Seconda Lettura 
Da un'omelia del beato Giacomo Cusmano, sacerdote

      

                     ( Predica tenuta nella IV Domenica di Quaresima  del 1884, in " La Carità ", 
                periodico dell'Associazione Boccone del Povero; Palermo 1889, pp. 180-181  ) 

 

               Volete vedere Gesù? Ecco i poverelli ! Essi sono come un altro sacramento
 

Poverelli di Gesù Cristo, voi siete gli amici di Dio, voi siete i nostri protettori e le vostre preghiere per noi sono parimenti valevoli presso Dio, che quelle dei santi nel cielo.

Voi presso Dio siete onnipotenti, voi avete le chiavi del cielo, i vostri voti regolano i tempi e le stagioni. Voi ci risparmiate i flagelli di Dio, voi ci liberate dalla morte eterna, voi siete l'immagine di Gesù Cristo e per questo i santi, impediti di visitare Gesù in Sacramento, s'inginocchiavano dinanzi ai poveri infermi. Infelici coloro che non vogliono conoscervi, infelici coloro che non vogliono apprezzarvi; essi hanno la pupilla voltata all'ingiù. Ah !che vorrei levare alta la mia voce, e farla sentire sino ai più remoti confini del mondo, per invitare tutte le anime a conoscervi e a servirvi.
O anime elette che siete sparse su tutta la faccia della terra, o anime elette che desiderate veder Gesù, desistete da questo pio desiderio; in ciò vi sarebbe la soddisfazione dei sensi, ma i sensi potrebbero ingannarvi; però venite meco, ed io appagherò il vostro desiderio. Volete vedere Gesù ? ecco i Poverelli ! Essi sono come un altro sacramento, imperocchè nella persona del povero sta nascosto Gesù. Gran cosa siete adunque voi, o poverelli di Gesù Cristo. Egli per voi impiegò gran parte della sua divina missione, egli elevò la vostra povertà a sacramento, facendo di voi un oggetto di culto.
Essendo così, ecco che io mi prostro ai vostri piedi, e li bacio. Io credo che facendo questo con voi, io lo faccio alla persona stessa di Gesù Cristo. Io tocco le vostre piaghe:
curandole e medicandole con le mie mani sacerdotali, io credo di fare tutto ciò alla persona stessa di Gesù Cristo. Voi restate umiliati e confusi, quand'io esercito questi uffici, stimando voi ciò come un avvilimento per la dignità sacerdotale.
Il sacerdote che si esercita in questi uffici, rinnova quello stesso che fece Gesù Cristo. Egli, secondo me, continua o rammemora il sacrificio dell'altare; imperocchè sull'altare tratta e maneggia il Corpo di Gesù Cristo che fu sacrificato e crocifisso; che perdette la sanità, essendo stato dalla testa ai piedi ridotto tutto una piaga, e nel letto dell'ammalato il sacerdote tratta e maneggia il povero coperto di piaghe che è l'immagine di Gesù Cristo.
All'occhio della carne queste cose sono schifose, ma all'occhio dello spirito sono cose divine. 

 

Responsorio                                     
R. Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito,

malato e mi avete visitato: * Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei 

miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
V. Religione pura e senza macchia è soccorrere gli orfani e le vedove 
nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo.

R. Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, 

l'avete fatto a me.

Orazione

O Dio onnipotente e misericordioso,
che hai fatto risplendere nel beato Giacomo Cusmano, sacerdote,
una carità senza limiti a sollievo dei poveri e dei miseri,
concedi a noi, per sua intercessione, che accesi dallo stesso ardore di carità,
siamo sempre lieti di donare la vita
a gloria del tuo nome e a servizio dei fratelli.    
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.  


R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.